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23milioni di euro a disposizione per i progetti Nazionali.

Entro le ore 13.00 del 10 dicembre 2018 le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le fondazioni del Terzo settore potranno presentare, da soli o in partnership, dei progetti di interesse generale finanziabili con il fondo nazionale previsto dall’articolo 72 del Codice del terzo settore.

RISORSE DISPONIBILI.  Come previsto dall’Avviso n. 1/2018, adottato con il decreto dell’8 novembre dalla direzione generale del Terzo settore del ministero del lavoro, la ripartizione dei fondi avverà in questo mondo:

  • 23.630.000 milioni per progetti di rilevanza nazionale;
  • 28.000.000 milioni saranno destinati ai progetti locali che potranno essere realizzati anche dagli stessi soggetti con dei criteri che verrano poi definiti dalle regioni;
  • 7 milioni e 750 mila euro per l’acquisto di autoambulanze, veicoli per le attività sanitarie e beni strumentali;
  • 2.580.000 milioni per le Aps che si occupano di soggetti disabili svantaggiati.

Le iniziative ed i progetti di rilevanza nazionale dovranno prevedere lo svolgimento di attività progettuali in almeno 10 regioni (sono equiparate le province autonome di Trento e Bolzano). La durata delle proposte progettuali non dovrà essere inferiore a 12 mesi o superare i 18 mesi ed il finanziamento ministeriale di ciascuna iniziativa o progetto non potrà essere inferiore a 250.000,00 euro né superare l’importo di €900.000,00.

La quota di finanziamento non potrà superare l’80 % del costo totale del progetto qualora venga presentato e realizzato da associazioni di promozione sociale o da organizzazioni di volontariato anche in partenariato tra loro. Le proposte che prevedano una partecipazione in regime di partenariato, sia di fondazioni che di associazioni di  promozione sociale/organizzazioni di volontariato, potranno richiedere un finanziamento non superiore al 50% del costo totale previsto, indipendentemente dal numero di fondazioni coinvolte e dal ruolo assicurato da esse nel progetto. La restante quota (cofinanziamento) deve essere pari almeno al 20% in  caso  di associazioni di promozione sociale e di organizzazioni di volontariato e almeno al 50% in caso di fondazioni del terzo settore; questa sarà a carico dei soggetti proponenti, i quali potranno avvalersi anche di eventuali risorse finanziarie messe a disposizione da soggetti terzi, pubblici o privati

In ogni caso il cofinanziamento deve consistere in un apporto monetario a carico dei proponenti e degli eventuali terzi. A garanzia della sostenibilità del progetto, non potranno essere presentate a finanziamento iniziative o progetti il cui costo complessivo risulti superiore al totale delle entrate risultanti dal conto economico dell’ultimo bilancio consuntivo.

OBIETTIVI GENERALI ED AREE DI INTERVENTO.  Tenuto conto delle attività generali esercitabili dagli enti del Terzo settore, all’interno dell’ allegato 1 dell’atto di indirizzo vengono indicati gli obiettivi generali a cui dovranno mirare le iniziative e i progetti da finanziare. Tra questi abbiamo:

  • Porre fine ad ogni forma di povertà;
  • Promuovere un’agricoltura sostenibile;
  • Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  • Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, opportunità di apprendimento permanente per tutti;
  • Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze;
  • Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie;
  • Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti;
  • Ridurre le ineguaglianze;
  • Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili;
  • Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
  • Promuovere azioni, a tutti i livelli per combattere gli effetti del cambiamento climatico.

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